Intervista a Carlo Ratti, curatore della 19 Mostra Di Architettura – La Biennale di Venezia 2025

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Curata da Carlo Ratti, la mostra principale alle Corderie dell’Arsenale dal titolo “Intelligens. Natural. Artificial. Collective” propone una riflessione profonda sull’architettura come disciplina capace di integrare intelligenze naturali, artificiali e collettive per affrontare le sfide ecologiche e sociali del nostro tempo.

Un nuovo paradigma progettuale: adattamento, inclusività e collaborazione

Secondo Carlo Ratti, l’architettura del futuro non mira più al controllo dell’ambiente, ma all’adattamento consapevole a processi climatici, sociali ed economici ormai irreversibili. La mostra accumula contenuti e metodologie multidisciplinari, generando una massa critica di sapere che non può essere ignorata.

L’allestimento, firmato da Nicklas Bildstein Zaar dello studio Sub, guida il visitatore in un percorso narrativo non lineare, dove la complessità dei contenuti si traduce in un’esperienza immersiva e personalizzata.

Due temi centrali emergono con forza:

L’utente finale del progetto non è più solo l’essere umano, ma ogni forma di intelligenza vivente e non vivente: microrganismi, alghe, piante, insetti, droni, robot e intelligenze artificiali.

La casa come rifugio: in un ambiente ostile, l’abitazione si trasforma in organismo vivente, capace di rigenerare le risorse che consuma, grazie a membrane protettive e processi biodinamici.

Il materiale come veicolo di intelligenza

Tra le riflessioni più innovative, emerge il ruolo del materiale come elemento progettuale intelligente. Dalla terra alle alghe, dai microrganismi all’acqua, fino a materiali tecnologici come cemento, plastiche riciclate e tessuti spaziali, la mostra esplora le potenzialità della materia nel costruire habitat sostenibili.

In questo contesto si inserisce il Pannello Ecologico® Saviola, inventato nel 1997, ben prima che la sostenibilità diventasse un tema centrale. Realizzato al 100% con legno post-consumo, rappresenta oggi una soluzione concreta per l’architettura responsabile, in linea con i valori della Biennale 2025.

Credits:

ph. Jacopo Salvi

La Biennale di Venezia 2025